La scultura in Champagne

La statuaria del XVI secolo: un patrimonio influenzato dal gusto italiano e dagli scambi con le Fiandre. La produzione artistica della Champagne nel Medioevo e nel Rinascimento offre un insieme di sculture eccezionali concentrate in gran parte nel dipartimento dell’Aube.

La Scuola di Scultura di Troyes

La scultura di Troyes aveva in effetti raggiunto, all’alba del XVI secolo, un livello artistico unico che ha reso la Champagne uno dei luoghi di creazione artistica più importanti a livello europeo. Prendendo ispirazione da diverse correnti artistiche (arte fiamminga, arte parigina, Rinascimento italiano, etc.), gli scultori presenti a Troyes hanno sviluppato una grande varietà di stili e hanno saputo rappresentare molteplici sentimenti, dalla grazia delle vergini e dei santi, un po’ leziosi e mondani, al dolore della Passione di Cristo.

Durante tutta la prima metà del XVI secolo, gli artisti assicurano la continuità della tradizione gotica cercando allo stesso tempo un nuovo stile: i personaggi hanno un portamento semplice e naturale, indossano abiti di grande sobrietà con pieghe profonde. Poco a poco, si vede nascere nella scultura una ricerca tendente a dare più complessità ai drappeggi, ai gioielli e alle capigliature. A partire dal secondo quarto del XVI secolo, la raffinatezza diviene preziosità e il manierismo prende il sopravvento nelle opere. Troyes è all’epoca una città commerciale e borghese dove i mecenati amano concedersi i piaceri della vita. Le loro mogli sono molto eleganti, particolare che si riflette progressivamente nella scultura: ricerca dell’effetto nel drappeggio e nelle posture. La Santa Barbara, conservata nella chiesa di Saint Pantaléon ne è la perfetta illustrazione. Essa porta un pesante mantello bordato da un gallone e fini merletti arricchiti di perle e di gioielli.

Contemporaneamente, alcuni artisti interpretano soggetti tragici con un patetismo misurato. E’ il caso, ad esempio, dell’ « l’Atelier del Maestro di Chaource», attivo fra il 1510 e il 1540, a cui si deve la Santa Marta della chiesa della Maddalena, e la Deposizione dellachiesa di Chaource. Ci commuovono i sentimenti trattenuti e interiorizzati: il dolore si esprime negli sguardi e non in gesti ostentati.

Da segnalare inoltre il jubé della chiesa Sainte-Madeleine di Troyes, finemente cesellato, uno dei 9 ultimi jubés ancora visibili in Francia.

Le più belle chiese e la chiesa in legno

LA CATTEDRALE DI SAINT-PIERRE E SAINT-PAUL, la basilica di Saint Urbain, le chiese di Sainte-Madeleine e Saint-Pantaléon… in tutto dieci edifi ci classifi cati come notevoli, nei quali si può ammirare il più ricco tesoro di vetrate antiche di tutta l’ Europa.