I 350 ettari votati al rosé des Riceys sono impiantati a pinot noir in media di vent’anni. La situazione geografica del vigneto e una normativa rigidissima non permettono di produrre tutti gli anni questo vino così raro, che non supera in genere le 50 000 bottiglie.

Un vino da leggenda

Il Rosé des Riceys è un vino atipico. La sua fama è molto antica: si dice che il vino fu introdotto a Versailles da una squadra di sterratori e muratori originari di Les Riceys e specializzati nella costruzioni di opere idrauliche. Luigi XIV lo assaggiò e ne divenne un vero appassionato. E’ un vino di razza, originale, la cui rarità e particolarità ne fa uno dei migliori rosé francesi. Un vino ricco e confidenziale che di un rosé ha soltanto il nome e, a malapena, il colore. I produttori vi cercano la concentrazione, il massimo di ricchezza aromatica, mentre il colore non è un elemento vincolante e varia da un anno all’altro pur rimanendo generalmente molto intenso. Il gusto è definito dai produttori in rapporto alla finezza al palato e ad una persistenza molto lunga. Un bouquet in cui si distinguono aromi di frutti rossi, frutta secca e spezie. Sapori che chi produce questo rosé ha ricevuto in eredità dal passato e conserva come un patrimonio sacro. Contatto: Pascal Morel – Presidente del Sindacato dei produttori dell’AOC

 

Rosé des Riceys